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    November 10

    Il pescatore

    Sul molo di un piccolo villaggio messicano, un turista americano si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto.
    Si complimenta con il pescatore per la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo. Il pescatore risponde: ‘Non ho impiegato molto tempo’ e il turista: ‘Ma allora, perchè non è stato di più, per pescarne di più?’
    Il messicano gli spiega che quella esigua quantità era esattamente ciò di cui aveva bisogno per soddisfare le esigenze della sua famiglia. Il turista chiese: ‘Ma come impiega il resto del suo tempo?’ E il pescatore: ‘Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via così, trascorro appieno la vita.’
    Allorchè il turista fece: ‘La interrompo subito, sa sono laureato ad Harvard, e posso darle utili suggerimenti su come migliorare. Prima di tutto dovrebbe pescare più a lungo, ogni giorno di più. Così logicamente pescherebbe di più. Il pesce in più lo potrebbe vendere e comprarsi una barca più grossa. Barca più grossa significa più pesce, più pesce significa più soldi, più soldi più barche… Potrà permettersi un’intera flotta! Quindi invece di vendere il pesce all’uomo medio, potrà negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potrà a suo tempo aprirsene una sua. In seguito potrà lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a New York! Da lì potrà dirigere un’enorme impresa!’
    Il pescatore lo interruppe: ‘Ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?’
    E il turista: ‘20, 25 anni forse’ quindi il pescatore chiese: ‘….e dopo?’
    Turista: ‘ Ah dopo, e qui viene il bello, quando il suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potrà vendere le azioni e guadagnare miliardi!’
    E il pescatore:’miliardi? e poi?’
    Turista: ‘Eppoi finalmente potrà ritirarsi dagli affari e andare in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po’ di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo qualcosa, suonando la chitarra e trascorrere appieno la vita’

    L’utilità di un sasso

    C’era una volta, in un inverno freddissimo, un uccellino che volava su un campo innevato.
    Avendo le zampette piene di neve cercava un posto su cui appoggiarsi.
    Dall’alto sembrava che tutto fosse ricoperto di neve.
    Scendendo più in basso, però, si accorse che c’era una pietra che ne era priva.
    Allora l’uccellino si avvicinò e chiese al sasso: “Scusami, sono infreddolito e ho le zampette piene di neve, posso poggiarmi su di te per qualche istante?”
    Il sasso lo guardò e disse “Ma certo!”.
    L’uccellino si posò, si asciugò le zampette e dopo qualche minuto riprese il viaggio.
    Nel ripartire disse alla pietra: “Grazie, sei stato veramente gentile, eri l’unico su cui potevo poggiarmi. Ti sarò sempre debitore”.
    Ma il sasso rispose: “Grazie a te! Ora non mi chiederò più che ci sto a fare in questo mondo”.
    December 11

    Love will keep us alive

    Ti guardo e posso vedere la tristezza nei tuoi occhi
    In questi tempi di disperazione, quando riceviamo spintoni da ogni parte
    Non posso amarti se non me lo permetti e non riuscirai a toccarmi se non lo provi
    Ma ora riesco a sentire che sei pronta a cambiare.
     
    Mentre cammino con la mente vuota di pensieri e sentimenti
    Sento come i giorni passano e come veniamo catturati dalle nostre vite separate
    Se hai bisogno di me, sai che verrò da te correndo
    Basta che tu mi dia un segno e non ti lascerò mai più
    Faremo la strada insieme e andremo avanti fino alla fine dei tempi.

    Ho tanto amore da darti e non voglio avere il controllo su di te
    Voglio solo essere al tuo fianco e credimi, l'amore ci terrà vivi
    Facciamo diventare questo momento giusto, ora o mai più 
    Per amore anche la notte più oscura brillerà in eterno
    L'amore, è solo l'amore che ci terrà vivi
    October 08

    I'm alive

    Sento profondo, profondo dentro di me
    I nostri corpi con una sola anima
    Collidere forte e lasciarsi coinvolgere.
    La fantasia diventa ora realtà.
    Mi sto liberando da tutte le catene
    E sento il ritmo attraversare le mie arterie
    Qui con te, questa notte,
    E' una sensazione che non voglio combattere ...

    Ho bisogno di più della tua energia 
    Respira vita dentro di me
    Salvando il nostro amore, sei il mio SOS
    La tua luce guida è il mio destino.
    Il rimedio è diventato cura
    Quindi dammelo quando ho più bisogno
    Qui da solo di notte
    E' la sensazione di non voglio combattere ... 
      
    Toccami, prenditi cura di me, mostrami il senso di tutto
    Più stretto, più profondo, la febbre mi brucia
    Mi sento completo, così completo
    Sono vivo - ora lo capisco...
    September 25

    3 favole

    Un corvo era appollaiato su di un albero, nullafacente.
    Un coniglio lo vide, e gli chiese: "Posso starmene anch’io come te a non far nulla tutto il giorno?"
    Il corvo rispose: “Certo, perché no?”
    Così, il coniglio si mise a sedere sotto l’albero, e si mise ad oziare.
    All’improvviso, apparve una volpe. Si avventò sul coniglio, e lo divorò.

    La morale della storia è che per startene seduto e non fare nulla, devi stare seduto molto, molto in alto.


    Un tacchino conversava con un toro.
    "Mi piacerebbe un sacco riuscire ad arrivare in cima a quell’albero" si lamentava il tacchino, “ma non ne ho la forza.”
    "Bene, perché non provi a mangiare il mio sterco?" gli rispose il toro. “Contiene un sacco di nutrimento"
    Il tacchino ne assaggiò un po’, e scoprì che gli forniva forza a sufficienza per raggiungere il primo ramo dell’albero.
    Il giorno dopo, mangiando ancora più letame, salì sul secondo ramo.
    Finalmente, dopo tanto mangiare, riuscì ad appollaiarsi in cima all’albero
    Immediatamente fu avvistato da un contadino che gli sparò e lo fece cadere dall’albero.

    Morale della storia: Mangiare merda ti può aiutare ad arrivare al top, ma non può garantire che tu vi rimanga.


    Un uccellino stava migrando a sud per l’inverno.
    Faceva freddo, l’uccellino si sentì male, e cadde a terra in un campo.
    Mentre giaceva a terra, una mucca si avvicinò e lo ricoprì di sterco
    L’uccellino, infreddolito, capì che lo sterco lo manteneva al caldo, e cominciò a sentirsi meglio!
    Tutto ringalluzzito e contento, cominciò a cinguettare per la gioia.
    Un gatto di passaggio udì il canto dell’uccellino, e andò a curiosare.
    Il gatto trovò l’uccellino ricoperto di sterco e subito lo trasse fuori, lo ripulì, e se lo mangiò!

    Questa storia ha tre morali:
    1) Non tutti quelli che ti coprono di merda sono tuoi nemici.
    2) Non tutti quelli che ti tirano fuori dalla merda sono tuoi amici.
    3) Quando sei nella merda, almeno stai zitto!

    September 24

    Teorema del matrimonio

    1) Il matrimonio è un'istituzione;
    2) Il matrimonio è amore;
    3) L'amore è cieco.

    Conclusione: il matrimonio è un istituto per ciechi.

    August 02

    Una bella storia triste

    C'era una volta un ragazzo nato con una grave malattia...una malattia di cui non si conosceva la cura...

    Aveva 17 anni, ma poteva morire in qualsiasi momento... Visse sempre in casa sua, con l'assistenza di sua madre... Stanco di stare in casa, decise di uscire almeno una volta... Chiese il permesso a sua madre. Lei accettò. Camminando nel suo quartiere vide diversi negozi Passando per un negozio di musica guardando dalla vetrina,notò la presenza di una tenera ragazza della sua età. Fu amore a prima vista. Aprì la porta ed entrò guardando nient'altro che la ragazza. Avvicinandosi poco a poco, arrivò al bancone dove c'era la ragazza. Lei lo guardò e gli disse sorridente: "Posso aiutarti?" Nel frattempo egli pensava che era il sorriso più bello che avesse mai visto nella sua vita. Nello stesso istante sentì il desiderio di baciarla. Balbettando le disse: Si, eeehhhmmm, uuuhhh...mi piacerebbe comprare un CD". Senza pensarci, prese il primo che vide e le diede i soldi. Vuoi che te lo impacchetti?" - Chiese la ragazza sorridendo di nuovo. Egli rispose di si annuendo; lei andò nel magazzino, tornò con il pacchetto e glielo consegnò. Lui lo prese ed uscì dal negozio. Tornò a casa e da quel giorno in poi andò al negozio ogni giorno per comprare un cd. Faceva fare il pacchetto sempre alla ragazza e poi tornava a casa per riporlo nell'armadio. Egli era molto timido per invitarla ad uscire e nonostante provasse non ci riusciva. Sua madre si interessò alla situazione e lo spronò a tentare, così egli il giorno seguente si armò di coraggio e si diresse al negozio. Come tutti i giorni comprò un altro cd e come sempre lei gli fece una confezione. Lui prese il cd e, in un momento in cui la ragazza era distratta, posò rapidamente un foglietto con il suo numero di telefono sul bancone; dopodichè uscì di corsa dal negozio.

    Driiiiin!!! Sua madre rispose al telefono: "Pronto?", era la ragazza che chiedeva di suo figlio; la madre afflitta cominciò a piangere mentre diceva: "Non lo sai?...è morto ieri". Ci fu un silenzio prolungato interrotto dai lamenti della madre. Più tardi la madre entrò nella stanza del figlio per ricordarlo. Decise di iniziare dal guardare tra la sua roba. Aprì l'armadio. Con sorpresa si trovò di fronte ad una montagna di cd impacchettati. Non ce ne era nemmeno uno aperto. Le procurò una curiosità vederne tanti che non resistette:ne prese uno e si sedette sul letto per guardarlo; facendo ciò, un biglietto uscì dal pacchettino di plastica.. La madre lo raccolse per leggerlo, diceva: "Ciao!!!Sei bellissimo! Ti andrebbe di uscire con me?? TVB... Sofia." La madre emozionata ne aprì altri e trovò altri bigliettini: tutti dicevano la stessa cosa.

    Morale: Questa è la vita, non aspettare troppo per dire a qualcuno di speciale quello che senti. Dillo oggi stesso. Domani potrebbe essere troppo tardi.

    L'amore e la follia

    La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.

    Dopo il caffè, la Follia propose: 'Si gioca a nascondino?'.

    'Nascondino? Che cos'è?' - domandò la Curiosità.

    'Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.

    Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare'.

    Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.

    '1,2,3. - la Follia cominciò a contare.

    La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.

    La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi.

    La Gioia corse in mezzo al giardino.

    La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo  adatto per nascondersi.

    L' Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.

    La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.

    La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove.

    'CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare.'

    La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.

    Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.

    E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.

    Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò:

    'Dov'è l'Amore?'.

    Nessuno l'aveva visto.

    La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce.

    Ma non trovò l'Amore.

    Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido.

    Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.

    la Follia non sapeva che cosa fare.

    Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.

    L'Amore accettò le scuse.

    Oggi, l' Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.

    Il gattino

    Nostra figlia era arrivata a casa con un micetto randagio. Il gattino aveva subito preso il vizio di farsi le unghie sul divano del salotto. "Non preoccuparti" mi aveva rassicurato mio marito, "gli insegnero' io come fare al piu' presto".
    Per alcuni giorni mio marito con pazienza insegno' al gattino come fare: ogni volta che il gattino graffiava il divano, mio marito lo lasciava fuori dalla porta per insegnargli la lezione.
    Il gattino imparo' in fretta: nei suoi successivi 16 anni di vita, ogni volta che voleva uscire, graffiava il divano.
    May 25

    Vado via...

    A volte alcune persone se la prendono con me
    perché ho detto o fatto qualcosa
    A volte senti che non ti trovi bene
    ed ecco perché ti giri e scappi  
    Ma ora mi rendo veramente conto
    Alcune persone non accettano compromessi
    ma le ho viste con i miei occhi dire menzogne
    e non voglio vivere una menzogna, troppe notti insonni
    per non parlare delle lotte, mi spiace quindi dirti:

    Mi allontano dai problemi della vita
    andando alla ricerca di un giorno migliore
    Vado via

    Dunque, sono così stanco cara
    e le cose che dici mi stanno allontanando
    Pensavo che avresti capito
    che non sono come gli altri ragazzi
    lo so perché li ho visti con i miei occhi
    Avresti dovuto essere più saggia
    e non voglio vivere una menzogna, troppe notti insonni
    per non parlare delle lotte, mi spiace quindi dirti:

    Mi allontano dai problemi della vita
    andando alla ricerca di un giorno migliore
    Vado via
    March 31

    I soldi non sono tutto...

    I soldi possono comprare una dimora... ma non un focolare...
    I soldi possono comprare un letto... ma non il sonno...
    I soldi possono comprare un orologio... ma non il tempo...
    I soldi possono comprare un libro... ma non la conoscenza...
    I soldi possono comprare il cibo... ma non l'appetito...
    I soldi possono comprare una posizione... ma non il rispetto...
    I soldi possono comprare il sangue... ma non la vita...
    I soldi possono comprare le medicine... ma non la salute...
    I soldi possono comprare il sesso... ma non l'amore...
    I soldi possono comprare un'assicurazione... ma non la sicurezza...
    I soldi non sono tutto, quindi, se ne hai troppi, mandameli al piu' presto possibile!
    March 20

    Il valore del tempo

    Per scoprire il valore di un anno,chiedilo ad uno studente che è stato bocciato all'esame finale.
    Per scoprire il valore di un mese,chiedilo ad una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.
    Per scoprire il valore di una settimana, chiedilo all'editore di una rivista settimanale.
    Per scoprire il valore di un'ora,chiedilo agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.
    Per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno,il bus o l'aereo.
    Per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.
    Per scoprire il valore di un millisecondo, chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento.
    Il tempo non aspetta nessuno.Raccogli ogni momento che ti rimane, perché ha un grande valore.Condividilo con una persona speciale, e diventerà ancora più importante.
    March 14

    Il Lupo e la Cicogna

    I Lupi sono bestie che, si sa, mangian sempre con grande avidità. Un giorno uno di questi in compagnia, per ghiottornia mangiando a più non posso, gli cadde in gola un osso.
    Con quell'affar confitto in mezzo all'ugola che strozza la parola, sarìa morto, se a trarglielo di gola, una Cicogna pia col becco non venìa.
    Con colpo veramente da cerusico il Lupo liberò. Quindi la buona grazia per sé gli dimandò.
    - Tu scherzi, - disse il Lupo, - anzi ringrazia i morti tuoi parenti, se il collo t'ho lasciato uscir dai denti. Vattene, o scellerata, impara ad esser grata, e prega i santi di non tornar agli occhi miei davanti.
    March 11

    Il Lupo e l'Agnello

    La favola che segue è una lezione che il forte ha sempre la miglior ragione.
    Un dì nell'acqua chiara d'un ruscello bevea cheto un Agnello, quand'ecco sbuca un lupo maledetto, che non mangiava forse da tre dì, che pien di rabbia grida: - E chi ti ha detto d'intorbidar la fonte mia così? Aspetta, temerario!
    - Maestà, - a lui risponde il povero innocente, - s'ella guarda, di subito vedrà ch'io mi bagno più sotto la sorgente d'un tratto, e che non posso l'acque chiare della regal sua fonte intorbidare.
    - Io dico che l'intorbidi, - arrabbiato risponde il Lupo digrignando i denti, - e già l'anno passato hai sparlato di me.
    - Non si può dire, perché non era nato, ancora io succhio la mammella, o Sire.
    - Ebbene sarà stato un tuo fratello.
    - E come, Maestà? Non ho fratelli, il giuro in verità.
    - Queste son ciarle. È sempre uno di voi che mi fa sfregio, è un pezzo che lo so. Di voi, dei vostri cani e dei pastori vendetta piglierò.
    Così dicendo, in mezzo alla foresta portato il meschinello, senza processo fecegli la festa.
    March 05

    Il Lupo e il Cane

    Un Lupo già ridotto al lumicino grazie ai cani che stavan sempre all'erta, andando un dì per una via deserta incontrava un magnifico mastino, tanto grasso, tondo e bello, che pensò di dargli morte provocandolo in duello. Ma vedendolo un po' forte, pensò invece con ragione di pigliarlo colle buone. Comincia in prima a rallegrarsi tanto di vedere il buon pro' che gli fa il pane.
    - E chi vi toglie, - rispondeva il Cane, - di fare, se vi accomoda, altrettanto? Quella vita che voi fate dentro ai boschi è vita infame sempre in guerra e sempre in scrupolo di dover morir di fame: vita stracciata e senza conclusione che non può mai contar sopra il boccone. Venite dietro a me, mio buon compare, che imparerete l'arte di star bene. Vi prometto pochissimo da fare; star di guardia, guardar chi va, chi viene, abbaiare ai pitocchi ed alla luna e sbasoffiare poi certi bocconi di carne e d'ossa, d'anitre e capponi, senza contar la broda in pagamento del menar la coda.
    Udendo questo, della sua fortuna il Lupo si rallegra fino al pianto.
    Ma camminando dell'amico accanto gli venne visto spelacchiato e frollo del buon mastino il collo.
    - Che roba è questa?
    - È nulla.
    - È nulla un corno!
    - Suvvia non darti pena, forse il segno sarà della catena alla quale mi legano di giorno.
    - Ti legano? - esclamò cangiando tono. - Né correre tu puoi dove ti piace?
    - Che importa?
    - Importa a me, colla tua pace; fossero d'oro, i piatti tuoi ti dono, non è una vita, no, che m'innamora.
    E presa la rincorsa, corre ancora.
    March 04

    Il Lupo e i Pastori

    Un giorno un Lupo pien d'umanità (se alcun ve n'ha) crudele sì, ma per necessità, fece una riflessione assai severa sul suo brutto carattere di fiera.
    - Ognun, - diss'egli, - ognuno mi vuol male, e cani e cacciatori e villanzoni congiuran contro un povero animale e innalzan orazioni a Giove che lo cacci dalla terra, come si sa che ha fatto in Inghilterra. Mettono il pelo e la mia vita a prezzo, e non c'è signorotto di campagna che non bandisca il lupo con disprezzo, ne bimbo c'è che strilli un poco o piagna a cui la mamma non ricordi il cupo nome del lupo. E tutto ciò per qualche asin tignoso, per qualche agnello mezzo incancrenito, per qualche can rabbioso, che non aguzzan manco l'appetito. Ebbene d'ora innanzi e carne ed ossa di vivi fo solenne giuramento di non mangiare, ma insalate e strame ed erbe sole, o possa prima morir di fame -.Mentre egli giura vede dei pastori che stan mangiando un povero agnellino cotto allo spiedo.
    - Ah! Ah! Questi bravi signori, che parlan della mia crudelità, sanno gustare il ghiotto bocconcino! Ben s'impinzan la pancia essi ed i cani, ed io che sono il lupo starò digiuno e avrò rispetti umani? No, per tutti gli dèi! Sarei corbello a farmene un riguardo, ben venga dunque in bocca agnellin, agnelletto, agnella e agnello e quanti son di questa gente sciocca: sian essi crudi o cotti non ci guardo.
    Avea ragione il Lupo. È stravaganza pretendere che, mentre l'uom ghiottone e cena e pranza mangiando gli animali, i poveretti abbiano a lesinare sul boccone. Vogliam serbare a loro soltanto a loro dell'età dell'oro i cibi duri e schietti? Non han stoviglie e spiedi ed istrumenti?
    Ma il lupo non ha torto ed alla vita non si rassegna ancor dell'eremita, se può mostrare i denti.
    March 03

    Il Leone e il Topo

    Piccoli e grandi rendi ognun contento, ché di tutti si ha d'uopo in questo mondo. Di tale verità la prova è in fondo delle seguenti favole, ed anche in fondo a cento.
    Un Topo disgraziato cadde un dì nella zampa d'un Leone, che volendo stavolta dimostrare, d'esser quel re ch'egli è, lo lascia andare.
    Un compenso trovò la buon'azione: e per quanto è difficile il pensare che d'un Topo bisogno abbia un Leone, avvenne invece ciò che sentirete.
    Uscendo un dì la belva dalla sua selva, diede in una rete, contro la qual non valgono i ruggiti. Morta sarìa, se il Topo prontamente non fosse accorso a trarnela d'impaccio; ch'ei fe' tanto, menando intorno il dente, che ruppe i nodi e sgrovigliò quel laccio.
    Più d'ogni rabbia e d'ogni violenza, il tempo vale e vale la pazienza.
    February 29

    Il Leone e il Moscerino

    - O tristo insetto, o fango della terra, vanne lungi, - un Leon così dicea, rivolto a un Moscherin, che rispondea per vendicarsi e per sfidarlo a guerra:
    - Pensi tu che il tuo titolo di re possa indurre paura in un par mio, che traggo un bue più grosso anche di te a far come vogl'io?
    E detto questo, soffia nella tromba, piglia il campo, e soldato e insiem trombetta, sopra il Leone piomba e dapprima sul collo lo saetta.
    L'occhio sanguigno, furibondo rugge, balza punto il Leon da quello spillo, rugge la selva, e spaventata fugge ogni belva per colpa d'un assillo.
    Quell'embrion di mosca, come dico, le nari, il muso punge e gli occhi a caso: la rabbia monta del Leone al naso, e ride l'invisibile nemico.
    Ride, vedendo che la bestia pazza graffia, morde se stessa e l'aria spazza, dimenando la coda, e si flagella al furor che la testa gli crivella.
    La grossa bestia a tanta maledetta battaglia cade, mordendo la sabbia. L'insetto, disfogata la sua rabbia, come suonò la carica, strombetta la vittoria per tutta la campagna. Ma volle il suo destino che desse in una ragna, e vi lasciò la pelle il Moscherino.
    Due cose sembra a me che possa questa favola insegnare: prima che il più terribile non è il più grosso nemico, come pare. E poi si può vedere che molti, che si salvano dal mare, affogan spesse volte in un bicchiere.
    February 28

    Il Leone e il Cacciatore

    Un certo tal, gran cacciator e appunto gran vantator (racconta il vecchio Babria) avea perduto un suo diletto cane. Dubitando ch'ei fosse ito diritto nella pancia a un leon, volea vendetta. Un giorno chiese ad un pastor:
    - E dove sen sta la mala bestia? io vo' la coda mozzarle.
    - Abita là sulla montagna, - disse il pastor. Ahimè! lo so pur troppo, ché a patto solo di grassi tributi posso al mio gregge assicurar la pace.
    Il Cacciator si volta.
    - Eccola lì la mala bestia... - Oh Ciel! - scappa, Giovanni, - O Giove, - ei grida, - a me mostra una porta dov'io possa salvare almen la pelle.
    Alla lontana molti hanno coraggio di sfidare i pericoli, che poi scappan le gambe in spalla al buon momento.
    Coraggioso è solo colui che regge a prova e colla man tocca il cimento e vince.
    February 22

    Il Leone

    Il sultano Leopardo, in illo tempore, a furia di confische, aveva molti cervi e molti buoi ed infinite pecore radunati nei boschi e parchi suoi.
    Un dì sente che nato era un Leone nella vicina selva. Per fare i complimenti d'occasione un suo visir chiamò navigato nell'arti diplomatiche, e a lui vecchio Volpone così, dicon, parlò:
    - Tu temi, amico, il lioncel qui accanto, ma morto il padre suo, confesso il vero ch'io non lo temo tanto. Anzi dirò che il povero orfanello mi fa quasi pietà, ché in mezzo ai tanti imbrogli dell'impero, non che nuocere agli altri avrà di grazia se a tempo ai fatti suoi provvederà.
    Visir Volpone un po' scosse la testa, poi disse:
    - Mio padrone, confesso il ver, non ho la compassione, per simili orfanelli, che tu senti: ma dico che bisogna o comprar questa razza nemica, o meglio ancor, se credi, prima che forti metta l'unghie e i denti, levarsela dai piedi.E dico ancor che giova il farlo presto, perché, se il mio pronostico non sbaglia, questo Leon terribile in battaglia sarà il più forte eroe de' pari suoi. L'amicizia tu comprane, se vuoi, o se non vuoi, provvedi a toglierlo dai piedi.
    Così parlò il visir, ma fu fiato sprecato. Il Sultano dormì sul suo pericolo e dormirono i suoi, bestie e non bestie, finché il Leon fu grosso diventato. Un giorno a un tratto romba nell'aria un suon di tocsin, e rimbomba un grido di spavento.
    Si consulta il visir.
    - Ecco il momento, - risponde, - che vi avea pronosticato. Non c'è rimedio, invano da cento parti e cento corrono a voi. Qual più gente possiede colui è più da' suoi nemici avvolto che tutti voglion essere pagati e si pagan di pecore e castrati. Fate la pace col Leon, che tutti vince in valor gl'inutili alleati che vivono di noi. Coraggio, forza, astuta vigilanza ecco gli aiuti suoi. A lui gettate subito un boccone, e se non basta un quarto di montone, datene due, date del grasso bue, scegliendo il più pasciuto dell'armento, così con uno ne salvate cento.
    Offese il sentimento nazionale un tal consiglio e intanto soffriron poco o tanto tutti gli stati e guadagnò nessuno. Tutti fûr vinti e comandò quell'uno ch'essi temean terribile animale.
    Se voi lasciate crescere il potente, fatelo amico - e questa è la morale.